di Luca Baroncini.

Il Natale 2025 vede una sfida molto attesa da chi ama il cinema, perché, dopo un inizio stagione poco brillante, con tanti film ma nessun campione d’incassi, arrivano finalmente due titoli attesissimi, in grado di smuovere anche lo spettatore più pigro.

A toglierci dal divano di casa dovrebbero essere soprattutto Avatar: fuoco e cenere e Buen camino

Il primo è il terzo film della saga creata da James Cameron che con i due film precedenti occupa il primo e il terzo posto dei maggiori incassi di tutti i tempi; il secondo è il nuovo film di Checco Zalone che, grazie anche agli incassi milionari dei suoi film, è diventato un fenomeno nazional popolare.

Poco si sa della trama di entrambi, e in fondo poco importa, si scopriranno meglio i dettagli al cinema.

Considerando che questi due film occuperanno gran parte dei cinema italiani, agli altri resteranno le briciole, quindi sarà una lotta all’ultimo schermo per trovare il proprio prezioso spazio in sala. 

Tra i film previsti per le festività troviamo il Leone d’Oro dell’ultimo Festival di Venezia, il minimale  Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, per dichiarazione dello stesso regista “una sorta di film antiazione, il cui stile sottile e pacato è attentamente costruito per consentire ai piccoli dettagli di accumularsi, quasi come fiori disposti con cura in tre delicate composizioni”. È suddiviso in tre episodi, ambientati in paesi diversi, che mettono in scena tre differenti tipologie di relazioni familiari, accomunate da un tono malinconico e privo di giudizio. 

Incuriosisce anche Primavera, perché segna il debutto alla regia cinematografica di Damiano Michieletto, affermato regista teatrale che mette in scena il romanzo “Stabat Mater” di Tiziano Scarpa, vincitore del Premio Strega nel 2009, incentrato sulla condizione delle giovani orfane del Pio Ospedale della Pietà nella Venezia del XVIII secolo. Si tratta di una coproduzione tra Italia e Francia con un cast italiano dal sicuro impatto che include Michele Riondino, la sempre più lanciata Tecla Insolia e Stefano Accorsi. 

Desta notevole interesse anche Monsieur Aznavour, biopic dedicato a Charles Aznavour nel centenario della nascita, da figlio di immigrati armeni a icona della musica francese, con una carriera che conta più di 1.300 canzoni. A interpretare il leggendario cantante è Tahar Rahim, già protagonista de “Il profeta” di Jacques Audiard, aiutato da alcune protesi per essere più somigliante. In Francia è stato visto da due milioni di spettatori.

L’offerta d’essai natalizia vede arrivare anche il vincitore della Festa del Cinema di Roma: La mia famiglia a Taipei, una opera quasi prima. Quasi perché è il primo esordio in solitaria della regista  Shih-Ching Tsou, che aveva codiretto “Take Out” insieme a Sean Baker, il vincitore dell’Oscar di quest’anno per “Anora”. Il film è una storia intima e urbana, tra tradizione e modernità, che racconta il ritorno di una famiglia a Taipei filtrato dallo sguardo innocente e curioso della piccola protagonista I-Jing che ha appena cinque anni. 

Destinato al grande pubblico è invece Norimberga, diretto da James Vanderbilt e con un super cast composto da Russell Crowe, nel ruolo di Hermann Göring, Rami Malek e Michael Shannon. Il film è ambientato nel 1945 a Berlino e vede lo psichiatra militare statunitense Douglas Kelley incaricato di valutare la sanità mentale di Hermann Göring e di altri gerarchi nazisti, per capire se possono sostenere un processo.

Queste sono le novità, ma ci sono anche alcuni film usciti in precedenza che potrebbe valere la pena di recuperare, magari in qualche saletta parrocchiale, visto che la “seconda visione”  non  esiste  più ed  è  stata  sostituita  dallo streaming, in cui i film arrivano mediamente dopo appena tre mesi. A proposito, non sarebbe il caso di allungare la finestra, cioè il tempo che intercorre tra l’uscita in sala e il successivo passaggio in piattaforma, in modo da valorizzare di più il cinema in sala?

Divagazioni a parte, il film Lo schiaffo potrebbe essere il film di Natale che non ti aspetti. Si tratta di una commedia, genere ormai scomparso in sala e appannaggio dello streaming, per di più tedesca, e già vedo molti storcere il naso, invece è un film davvero riuscito. Presentato in concorso alla Berlinale 2025, si basa su un’idea tanto folle quanto divertente. Immaginiamo infatti che nostra figlia, dopo il ceffone preso da un’amica durante una litigata, sviluppi un potere telepatico che le consente di sentire i discorsi nostri e del nostro partner a distanza, quindi anche quando non è presente. Cosa succederebbe? Lo spunto consente di mettere a nudo i rituali borghesi, le ipocrisie di coppia, le viltà sul posto di lavoro, insomma, ci fa prendere coscienza di quanto fingiamo nel quotidiano anche quando pensiamo di essere sinceri.

Originale, brillante, asciutto, scritto con precisione e diretto senza vezzi autoriali, il film scivola leggero offrendo molteplici spunti di riflessione. 

Un altro titolo interessante uscito in autunno e passato in un baleno in poche sale, sovrastato dal ritmo frenetico delle nuove uscite, è il brasiliano Il sentiero azzurro, proveniente sempre da Berlino 2025, dove ha vinto l’Orso d’argento – Gran Premio della Giuria. Anche in questo caso l’idea alla base del soggetto è arguta e potente. Si ipotizza infatti che in un futuro non troppo lontano, allo scoccare dei 75 anni di età, si venga confinati in una colonia isolata, in modo da consentire la massima produttività alle generazioni più giovani. Al fatidico compleanno la protagonista, in salute e con ancora desideri da soddisfare, non ci sta e decide di scappare nella giungla amazzonica per trovare la propria strada. Un film che è un inno alla libertà individuale e ai sogni senza età. 

Se non li avete ancora visti potrebbe poi essere la volta buona di recuperare  Una battaglia dopo l’altra, di Paul Thomas Anderson con Leonardo DiCaprio, perché consente di abbandonarsi al piacere del racconto, Tre ciotole, di Isabel Coixet con Alba Rohrwacher ed Elio Germano, che parla di morte ma celebra la vita, e After the Hunt: dopo la caccia, di Luca Guadagnino con Julia Roberts, perché non è il thriller che il trailer ingannevolmente ci vuol far credere, ma un film sulla complessità, con tante suggestioni e sfumature su cui è bello discutere una volta usciti dal cinema.

Insomma, il menù è ricco. Un’unica certezza: via le chiappe dal divano. In streaming sono solo film, è in sala che diventano cinema. Buon Natale.