recensione di Luca Baroncini

documentario 

di Federika Ponnetti

Federika Ponnetti ha le idee chiare. La sua prima regia è un documentario ma la forma è molto cinematografica; si può dire che abita il cinema con il suo sguardo adattandolo alla realtà che vuole mettere in scena e ai valori che intende trasmettere. Sarebbe stato comodo comunicare le premesse attraverso una voce fuori campo, invece la regista lascia che siano le immagini a parlare e gradualmente a contestualizzare. Il tema è suggerito già a partire dal titolo ed è un invito a vivere senza gabbie giudicanti che stabiliscono gerarchie, ma dando a ognuno l’opportunità di esprimere se stesso. Nessuna voce fuori campo, quindi, a darci spiegazioni, ma una progressiva conoscenza con i tre ragazzi autistici protagonisti che hanno visto la loro vita cambiare iniziando a lavorare nella prima pizzeria in Italia gestita da personale autistico. Il documentario ci fa entrare nella realtà lavorativa ma anche nelle vicende personali dei tre ragazzi, impariamo a conoscere le loro famiglie, le difficoltà quotidiane che incontrano, i sogni e le speranze, e finiamo per affezionarci alle loro vicende. Un aspetto interessante è che la conoscenza con i protagonisti è inframmezzata con interviste a studenti di una scuola superiore che ha partecipato a un progetto scolastico culminato con una giornata a fianco dei ragazzi autistici nella pizzeria in cui lavorano. La cosa curiosa è che senza didascalie e spiegazioni, all’inizio siamo un po’ disorientati e fatichiamo a distinguere chi è autistico e chi no, una scelta tutt’altro che casuale perché ci fa capire che cerchiamo il più delle volte di incasellare le cose anche quando, come in questo caso, non è importante. Ci troviamo infatti davanti a ragazzi e ragazze, ognuno con le sue peculiarità. Una bella lezione che non passa quindi attraverso l’analisi della “disabilità” (perché indicare ciò che non è positivo?) e non parla di “inclusione” (se includo significa che sono al di sopra e che tu per entrare devi cedere una parte di te), ma che affronta il percorso di tre ragazzi in cerca, come tutti, del proprio posto nel mondo. “Diversi”? “Uguali”? E se, invece, imparassimo a dire, e soprattutto a pensare, “unici”?

Locandina del documentario